Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 17 febbraio 2016

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 15 aprile 2015

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 13 settembre 2014

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Archivio - maggio 2014

 


Michele Stragliati ha studiato nella Scuola d’Arte Felice Gazzola di Piacenza, fucina di pittori e incisori piacentini.
Come fa la maggior parte degli artisti, durante gli studi, e a studi terminati, si è dedicato al disegno e alla pittura, privilegiando le tematiche ambientali: paesaggi, luoghi di lavoro agricolo e di vita nelle cascine della campagna piacentina...
...Le stesse tematiche sono state seguite dall’artista anche quando, dal 2009, si è dedicato, quasi a tempo pieno, all’incisione; non ha dimenticato, infatti, la pittoricità della sua arte visiva, tanto legata alla realtà delle cose. Per questo ha privilegiato la maniera nera, realizzata con il classico berceau, che più di altre tecniche avvicina l’incisione alla pittura.
Queste considerazioni valgono sia per grafiche di formato grande che l’artista ha creato dal 1974, sia per quelle dedicate e a tema, solitamente di minori dimensioni quali sono, per fare un esempio, gli ex libris, che l’artista realizza dal 2010.
Le grafiche d’arte di formato grande sono in parte pubblicate nei volumi editi ogni anno dall’ALI (Associazione Liberi Incisori), che ha accettato Stragliati tra i suoi soci nel 2012, vista la qualità, tecnica ed inventiva, delle sue incisioni.
Per quanto riguarda le mostre personali, a Soncino troviamo conferma della pittoricità delle grafiche d’arte del nostro artista, come personalmente l’ho rilevata in precedenti esposizioni, di cui non posso dimenticare quella inaugurata il 16 marzo 2013 in Casa dell’Arte al Teatro di Piacenza.
La partecipazione a mostre ad invito (con relativo catalogo), è certamente qualificante per un artista perché la scelta è fatta solitamente da una commissione che conosce i temi proposti e le tecniche richieste per il loro svolgimento. Stragliati in questi ultimi anni è stato più di una volta invitato a partecipare a questo tipo speciale di mostre. Ed ancora: è qualificante il fatto che le opere dell’artista sono state sempre accettate dalle giurie dei concorsi exlibristici a premio e a tema, più volte segnalate e sempre scelte per la loro pubblicazione in catalogo...

Mauro Mainardi
(presidente Associazione Italiana Ex Libris)     2014

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 26 aprile 2014

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 21 maggio 2013

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 26 marzo 2013

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 17 aprile 2012

 


Le incisioni di Michele Stragliati dimostrano quanto una tecnica tardo-medioevale ancora possa suggestionare l’immaginario collettivo.
Le sue creazioni mantengono alto grado di pittoricità ed eleganza formale soprattutto per precisione di segno, ben temperato calligrafismo nelle varie tecniche.
I soggetti trattati ci invitano garbatamente, soventi ci obbligano, a guardare la realtà con diversa disposizione d’animo, non con l’egoismo visivo e la pretenziosità di questi anni ma con un’apertura alla natura, alla ricchezza dell’ambiente, alla purezza e alla trasparenza ecologica.

Fabio Bianchi  2011

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - giugno 2011

 


Michele Stragliati è nato a Luino, in prov. di Varese, ma ha compiuto i suoi studi alla Scuola d’Arte “Gazzola” di Piacenza. E dagli insegnamenti ha tratto beneficio diventando un valido pittore.
La sua cifra stilistica sta nel naturalismo, ossia in un’interpretazione poetica di quanto la realtà gli pone innanzi agli occhi. Ciò che vede egli dipinge. Non fotograficamente, tuttavia. La sua poesia si nutre di quieti accostamenti di colori, in un’armonia quasi musicale, come le sue forme del resto, liriche una accanto all’altra. Siano paesaggi o nature morte, sempre vi domina un silenzio assorto in cui si cala la poesia.
Possiede un gusto particolare: il senso geometrico della rappresentazione, un equilibrio delle parti che denota il piacere di dirigere la visione in tagli rapidi, essenziali, tipici dell’artista dall’occhio esperto.
E questo senso geometrico gli consente di mantenere un ritmo costante, diffuso: tutte le sue composizioni vantano questo ritmo, a volte severo.
I temi preferiti provengono quasi tutti da una civiltà tramontata: quella contadina, del primo Novecento, con i suoi oggetti, i prodotti, le case, i campi, i boschi, le solitudini, i silenzi o le feste. Insomma, un mondo ormai mitico, ma ancora molto vivo sotto i pennelli che rispolverano ricordi. Se intensi sono i paesaggi, ricchi di tagli di luce che irrompono improvvisamente, liriche risultano le seducenti nature morte, sempre colte in ovattati silenzi ed in angoli quasi dimenticati di rustiche cucine.
Michele Stragliati sa, dunque, ben dipingere. Possiede, tuttavia un’altra abilità. E non secondaria. Usa con perizia e sentimento, allora con arte, gli strumenti dell’incisione, della grafica a stampa. Sfogliare le sue acqueforti è un sincero piacere. Colpisce, prima di tutto, un senso armonioso della composizione: sono prove realistiche, ma toccate da note sentimentali che le pongono nel mondo dell’arte. Ritorna ancora l’ambiente contadino con il suo fascino e qui il talento disegnativo s’integra con i due colori consentiti, il bianco ed il nero. Ne vengono pezzi fascinosi, ricchi di pathos, ammirevoli.
Questo artista, con lo sguardo gentile di chi ama, sa scrutare la natura e le sue creature con una curiosità sottile. In questo modo le sue opere attraggono lievi.

Luigi Galli 2009

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - novembre 2009

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Cronaca - novembre 2009

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - luglio 2009

 


In un’epoca come la presente, in cui si fa palese abuso della parola scritta, rammento invece un pregnante detto popolare padano: “il Po al va in dè cal vo”, ciò sta a significare verso un suo immutabile destino, anche se oggi devi fare i conti con la cattiva volontà dell’uomo.
Anche Michele Stragliati pittore è come il Po e per suo “destino” propone, da un punto di vista maturo, consapevole, storicamente aggiornato uno dei gioielli della tradizione edificiale della ritrosa terra che sta a meridione del Po: le cascine del piacentino e soprattutto quelle fatte di agglomerati compositi, nascenti da un nucleo primigenio e poi cresciute a strati, come la torta, ogni strato con il suo carico di sudore, perseveranza e sacrificio.
Originalissimo, composto ed accorto è lo stupore con cui Stragliati descrive la più bella tradizione “terragna” della sua patria acquisita, nobilitandola con il suo impegno che rifonde vita nelle case, nei campi, nei luoghi e nelle figure che rappresenta.
E’ autentico privilegio il suo osservare radici e passato di una terra la cui forza è ancora mistero per i suoi giovani.
Onoriamo, anche pragmaticamente, questo sensibile e simpatico portatore di cultura piacentina e non dimentichiamo il suo bel messaggio nel grigiore del nostro nevrotico quotidiano.

Alessandro Aste de Astiburg 1995
(in ricordo di un amico)

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 24 giugno 1994

 


Sei anni fa (era come adesso, il mese di marzo) presentando Stragliati in una sua personale, notavo la particolare struttura figurativa dei suoi dipinti: valori tonali sorretti da una sorta di razionalità. «Stragliati scioglie la materia in toni puliti; raccoglie la luce dei paesaggi in composizioni suggestive; non ha ridondanze esteriori e compiacimenti; cerca la verità interiore delle cose».
Qualche stagione dopo, in altra occasione, ritornavo a discutere di una visione assorta e razionale, di una pittura che si distendeva in spazi pacati, indugiava in cadenze e silenzi poetici. I colori parevan divenuti più intensi, più ombrati rispetto ai colori quasi cantati degli anni precedenti, e quel discorso sul colore rivelava il sicuro procedere di Stragliati verso una nuova conquista: la concordanza armoniosa tra linguaggio ed idea. Una concordanza garantita dal colore appunto la cui materia traduce appropriatamente il mondo del nostro pittore: le sue case rustiche nella campagna, le cose e gli oggetti della vita contadina, di una gente umile e buona, nella dignità di una sua lunga fatica.
Stragliati dipinge la sincerità di una vita lontana dalla civiltà meccanica, spesso alienante, della città. Ama i silenzi, la solitudine, le povere e grandi cose di un mondo pulito. Ma nessuna Arcadia rivive in lui, nella sua testimonianza di ansioso e partecipe pittore; nessuna fuga dalla vita egli proclama perché non dipinge scenografie agresti ma pensieri, riflessioni anche accorate sul presente ed il divenire dell’umanità. La terra, la cara nostra terra, trepida nei nostri cieli della natura. Camminiamo da secoli, da millenni sulle sue zolle, ripercorriamo i suoi solchi riconoscendo ad ogni passo in essi il nostro viaggio di uomini, la nostra volontà di andare avanti, dalle radici della vita verso la vita. Terra sacra, diventa sacra per il nostro sudore, per millenarie sofferenze. Nessuna Arcadia in Stragliati ma un terreno, a volte doloroso, canto della natura, alle cose dell’uomo.
Seguire Michele Stragliati, giovane trentenne che ha l’anima e gli occhi protesi ad un mondo più vero, è da anni per me una consolante esperienza. Quando ci incontriamo, Michele non parla, mi interroga con i suoi occhi profondi, accesi da una voglia di sapere, da una voglia grande soprattutto di vedere un mondo migliore.
Ha tenacia e fede: come pittore si è formato al nostro “Gazzola” quando aveva maestri Callegari, Scrocchi, Perotti e Luciana Donà. Come uomo si è formato nella vita, nelle realtà del lavoro duro e sofferto, in una sua bella dignità etica.
Questi paesaggi, queste case dell’umiltà contadina, questi oggetti che dicono storie di fatica e di bontà nel mondo con cui Stragliati tutto rappresenta, sono un fatto importante, autonomo nel panorama artistico di oggi. Dalla verità alla poesia il percorso di Stragliati rivela immagini che entrano in noi, nella nostra coscienza e nel nostro cuore.

Mario Ghilardi 1984

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - novembre 1979

 


... Stragliati ha una visione assorta e razionale. Non vuole lasciarsi coinvolgere dal soggetto ma su di esso esercita una misura, un controllo: avverti questo in certi valori tonali distribuiti con una cura direi geometrica. Stragliati ha un temperamento mediativo; la sua pittura si distende in spazi pacati, indugia in silenzi ed in cadenze assorte. Ho notato nei suoi ultimi lavori colori più intensi, più scuri rispetto ai toni chiari, quasi cantati di qualche anno fa. Forse un pensiero più inquieto? Di certo le recenti composizioni sembrano proporre un momento nuovo, dello spirito e della ricerca artistica. L’esito pittorico è costantemente sicuro, di una sensibilità viva: è un procedere nella poesia.

Mario Ghilardi 1979

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 17 giugno 1979

 


Stragliati ha una visione della natura scandita dalla luce. I suoi paesaggi sono ritmati dagli effetti luminosi che egli raggiunge mettendo in contrasto la vivezza dei colori acrilici. Nel suo spirito c’è evidentemente una tendenza all’ordine geometrico che si vede nel rigore del disegno preferibilmente rettilineo e nelle razionalità con cui costruisce le campiture cromatiche.
Stragliati persegue l’armonia dei colori non con impasti e accostamenti ma con stacchi e contrapposizioni. Ne derivano effetti vagamente metafisici, con una impressione di poetico smarrimento. Il pittore predilige i paesaggi collinari e quelli fluviali. Nei primi isola spesso cascinali pittoreschi, le cui strutture egli in un certo senso solidifica con le sue linee rette, e movimenta con la composizione degli attrezzi agricoli; nelle scene padane le barche grigie si stagliano con icastico rilievo sullo sfondo di scene solitarie. Anche qui viene suggerito una poeticità tipo “naufragar me dolce”.
Ricordiamo una precedente mostra di Stragliati, già impostata con lo stile attuale. Ma ora i quadri sono più grandi e impegnativi, risolti con maggiore sicurezza e colmi di una lirica magia, segno che il pittore ha trovato il suo centro di emozione espressiva.

Nello Bagarotti 1979

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 25 giugno 1978

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Il Nuovo Giornale - 11 marzo 1978

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà - 9 marzo 1978

 


Al concorso Arti Figurative 1976 indetto dalla Cassa di Risparmio di Piacenza, un giovane seppe, tra altri, suscitare simpatie e consensi per un suo quadro intitolato “Rustico in val Nure”. Ricordo di aver a lungo osservato quel dipinto: mi attiravano in esso certi valori tonali e una particolare struttura figurativa che appariva sorretta da una sorta di razionalità.
Ho ritrovato Stragliati con un suo quadro ispirato al paesaggio della val Trebbia in un concorso a Perino e ancora mi son sorpreso a studiare il mondo di questo pittore. Di solito chi dipinge un paesaggio dal vero si lascia trasportare dal soggetto, finisce per essere coinvolto, sentimentalmente e psicologicamente; Stragliati invece esprime un suo sereno dominio, esercitava una misura, un controllo. Ancora in quel dipinto i valori tonali respiravano in limpidezza e pulizia.
Ho rivisto Stragliati in questi ultimi tempi ed ho seguito il suo lavoro, un lavoro svolto con coerente autonomia, lungo una strada di ricerche e di acquisizioni personali. Per questo lo accompagno volentieri nella presente sua prima personale.
Stragliati è un giovane serio. Ha ventiquattro anni. Figlio di genitori piacentini, è nato però a Luino sul Lago Maggiore, dove ha vissuto dodici anni (sbaglio! Ma aria di lago son rimaste nelle visioni del pittore, fondo di memorie). Poi Stragliati è venuto a Piacenza ed ha studiato al nostro “Gazzola” avendo maestri Callegari, Scrocchi, Perotti e Luciana Donà. Adesso lavora; dipinge con pazienza e con tenacia nelle ore libere e la sua casa è ricca di quadri, di prove, di studi.
Un figurativo aggiornato. Stragliati scioglie la materia in toni puliti; raccoglie la luce dei paesaggi in composizioni suggestive; non ha ridondanze esteriori o compiacimenti; cerca la verità interiore delle cose. E lavora anche sul tema della figura con risultati che indicano gli studi attenti e la sensibilità viva. E sa anche collocare, disporre opportunamente anche più figure nello stesso quadro con proprietà espressiva.
Aria di pittura giovane. Va notato che Stragliati pur vivendo a Piacenza non assomiglia a nessuno dei nostri pittori di casa perché cerca la “sua” strada, con un riserbo morale ammirevole, con una civiltà umana fatta di interiorità, e con risultati pittorici che ritengo convincenti, discorso aperto a sicure possibilità.

Mario Ghilardi 1978

 


Libertà - settembre 1977

 


Da qualche tempo seguo Michele Stragliati con vera simpatia per quella sua singolarità che lo distingue. Sul piano di sviluppo delle sue composizioni, tutte in luce, divisibili come plastiche apparizioni, il fantastico, lo straordimario, acquistano fase di suggestione.
Nell’accostamento dei toni irriducibili, i suoi paesaggi, i suoi alberi, le sue pietre anche se si svuotano di umanità, guadagnano in forte espressione.
Nell’esprimersi, questo artista, fa comparire una dolcezza di visione unitamente al lato fantastico, e presenta in modo inconsueto l’immagine.
Tutto è costruito pezzo per pezzo, ed i pezzi sono inseriti nella tonalità, ed equilibrati nella luce.
Brandelli della natura messi unsieme nel sole e, con i forti contrasti di luce ed ombra, l’artista mira anche ad un maggior plasticismo.

Luciana Donà 1976

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Il Nuovo Giornale - 7 giugno 1975

 


Inconfondibile nella pittura di Michele Stragliati l’atmosfera di un figurativismo geometrico che riassume in linee e tagli rapidi ed essenziali un paesaggio tolto dalla realtà e interpretato con un asciutto gusto della composizione. Tutto il quadro di Stragliati rivela una tessitura nervose e incalzante con un susseguirsi di lenee che sembrano poter vivere di un loro autonomo segno ma che poi convergono in un’unità figurativa scattante e vigorosa.
Anche il colore scelto da Michele Stragliati s’inquadra perfettamente nel discorso tematico portato avanti dal giovane pittore. Indubbiamente il paesaggio di Michele Stragliati non concede molto al descrittivismo idilliaco e sentimentale.

Ennio Concarotti 1974

 


Articolo giornale  Michele Stragliati

Libertà